Il panorama degli incentivi per l'automazione industriale è cambiato significativamente negli ultimi due anni. Il Piano Transizione 4.0 è ancora in vigore con aliquote ridotte, mentre il Piano Transizione 5.0 — introdotto nel 2024 — aggiunge un livello di incentivo legato alla riduzione dei consumi energetici. Per le imprese che vogliono investire in automazione nel 2026, capire quale regime si applica e quali requisiti rispettare è necessario prima di approvare un budget.
Piano Transizione 4.0 nel 2026
Il credito d'imposta per beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati (Allegato A, L. 232/2016) è ancora in vigore nel 2026. Le aliquote dipendono dalla quota di investimento:
| Fascia di investimento | Aliquota credito d'imposta |
|---|---|
| Fino a 2,5 milioni € | 20% |
| Da 2,5 a 10 milioni € | 10% |
| Da 10 a 20 milioni € | 5% |
Il credito è utilizzabile in 3 quote annuali di pari importo. Attenzione: queste aliquote riguardano i beni dell'Allegato A (beni materiali 4.0). Per i beni immateriali (software, sistemi di gestione, piattaforme) le aliquote seguono un regime separato.
Piano Transizione 5.0
Introdotto con il DL 19/2024 (convertito con L. 56/2024), il Piano Transizione 5.0 introduce un credito d'imposta che si affianca al 4.0 con una logica diversa: l'investimento deve portare a una riduzione documentata dei consumi energetici.
- Riduzione consumi del processo produttivo di almeno il 3% (o dello stabilimento di almeno il 5%): aliquota base 35%
- Riduzione consumi del processo di almeno il 10% (o stabilimento 10%): aliquota 40%
- Riduzione consumi del processo di almeno il 15% (o stabilimento 15%): aliquota 45%
La certificazione EPC (Energy Performance Certificate) ex ante ed ex post è obbligatoria. Sono ammessi anche gli investimenti in autoproduzione di energia da fonti rinnovabili e in formazione del personale su competenze energetiche e digitali.
Quali investimenti in automazione sono ammessi
Per il Transizione 4.0, i beni dell'Allegato A rilevanti per l'automazione industriale includono:
- Robot e cobot interconnessi al sistema informativo aziendale
- Sistemi di visione artificiale interconnessi
- SCADA, MES, sistemi di supervisione e controllo
- Macchine utensili con controllo numerico (CNC)
- Sistemi di misura e controllo qualità in processo
Per il Transizione 5.0, è ammesso qualsiasi investimento che porti a una riduzione energetica documentata: linee di produzione più efficienti, motori IE4, sistemi di recupero energia, automazione che ottimizza i consumi di processo.
Il requisito di interconnessione
Per il 4.0, il requisito di interconnessione al sistema informativo aziendale è imprescindibile. Il bene deve scambiare dati con il sistema ERP/MES in modo bidirezionale. Non è sufficiente che il PLC giri: serve dimostrare che il bene è integrato nel sistema informativo.
Questo requisito va pianificato in fase di progettazione, non aggiunto a posteriori. Un sistema di automazione industriale progettato con interfaccia MES integrata soddisfa il requisito nativamente.
Come documentare per non perdere il credito
- Perizia tecnica asseverata da ingegnere iscritto all'albo (obbligatoria sopra 300.000 € per il 4.0)
- Dichiarazione del fornitore (sotto 300.000 €)
- Screenshot o log del sistema che dimostra l'interconnessione al MES/ERP
- Registro dei beni ammortizzabili aggiornato
- Per il 5.0: certificazione EPC ex ante firmata prima dell'ordine, certificazione EPC ex post dopo il collaudo
I tempi di ottenimento delle perizie e delle certificazioni EPC possono allungare la timeline del progetto di 4-8 settimane. Vanno pianificati fin dall'inizio.
I requisiti di interconnessione per il 4.0 e i requisiti energetici per il 5.0 vanno definiti in fase di progettazione. Contattateci per strutturare il vostro progetto di automazione in modo che rispetti i requisiti degli incentivi vigenti.